Il “Thinking Day” è una giornata molto importante per noi scout e viene celebrata ogni anno il 22 febbraio. È un giorno in cui bisogna dedicare un pensiero allo scoutismo e agli scout di tutto il mondo, specialmente a quelli meno fortunati di noi. In alcuni paesi per esempio, le donne non possono praticare lo scoutismo. Proprio per motivi come questo, tutti gli scout simbolicamente donano un penny, destinato a sostenere e sviluppare questa pratica nei paesi con più difficoltà.

Quest’anno abbiamo trascorso la nostra Giornata del Pensiero gemellati con la sezione di Bracciano, con cui siamo entrati molto in confidenza, tanto da non aver fatto dormire i capi la notte per la confusione che abbiamo fatto. Lo spostamento con i mezzi ha divertito un po’ tutti, nonostante avessimo paura di perdere qualcuno nella dinamica folla della metropoli. Tra una fermata della metro e l’altra ci scambiavamo abbracci, ci tenevamo per mano, scherzavamo tutti insieme… cose che fino a prima davamo tanto per scontato, ma che ora ci mancano come la libertà che abbiamo perso. Girando per Roma con zaini e guidoni, abbiamo raggiunto un istituto dall’atmosfera un po’ tetra ma affascinante, dove abbiamo trascorso la notte. Il binomio che ci ha accompagnato per tutta la durata dell’uscita è stato “equità-uguaglianza”. Due parole apparentemente simili ma con significati molto diversi. L’uguaglianza si ha quando tutti sono trattati allo stesso modo.

L’equità invece quando ognuno ha ciò di cui ha bisogno. Uguaglianza significa avere tutti gli stessi diritti, equità avere tutti le stesse opportunità. Le nostre attività hanno girato principalmente intorno a queste due parole. Un esempio è quello del gioco dello scambio della scarpa. Ognuno di noi ha scambiato la propria scarpa con quella del vicino. Tutti avevamo le scarpe, ma non tutti indossavano quella del numero giusto. Tramite giochi di questo tipo e riflessioni siamo arrivati a comprendere totalmente il significato del binomio. È stato molto interessante inoltre condividere i nostri pensieri con gli altri ragazzi. Nonostante non ci conoscessimo queste attività ci hanno aiutato ad entrare in sintonia e a scoprirci a vicenda.

Sophie

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