18-26 luglio 2020 Giulianello di Cori (LT)

All’insegna del Coronavirus, il campo estivo di reparto per molti gruppi scout italiani purtroppo è stata solo un’utopia; quando ormai anche il nostro reparto si stava rassegnando al destino, il 18 giugno 2020, alle ore 18:26, sul gruppo di reparto arriva un messaggio che parla della possibilità di organizzare un campo di una settimana.

Quindi, eccoci qui: Benvenuti alle cronache del campo estivo di luglio 2020!

Ma riflettiamo, come è stato gestito il campo ai tempi del coronavirus?

La cosa che ha colpito tutti è stata, incredibile ma vero, la pulizia dei bagni, gestita a turno dalle pattuglie. Per rispettare le regole per il covid, bisognava portare fino ai bagni, che erano a soli 25 km di distanza dal campo, un vaporizzatore, per gli amici mitragliatrice pesante, e disinfettare con la candeggina tutta la struttura.

Un’altra attività molto carina proposta dai capi è stata la personalizzazione delle mascherine in stoffa, le nostre migliori amiche: c’è chi è andato sull’astratto, come le pantere, chi invece ha optato per disegnare un campo scout, come Daniele e chi, come Marco, ha disegnato un becco di un uccello.

Una sorpresa per il reparto è stata la realizzazione dei forni costruiti con sassi e fango. Uno degli aspetti più belli dei forni è stato sapere che si può essere brutti fuori ma belli dentro, visto che dentro di essi le pattuglie hanno cucinato varie prelibatezze offerte dagli chef. 

Senza dubbio, ciò che non può mancare in un campo estivo è un hike, aspettato dal reparto da tutto l’anno. La partenza è stata “abbastanza” tranquilla, abbastanza per modo di dire perché faceva caldo e c’era molta afa. Una volta arrivati a Giulianello abbiamo tentato, invano, di raggiungere il lago, scopo del nostro Hike, passando attraverso il bosco, seguendo una fantomatica ‘Via francigena’ più teorica che pratica; molte persone hanno battuto in ritirata facendosi condizionare dal caldo avendo un esaurimento nei confronti del Capo Reparto: per una buona mezz’ora è sembrato a tutti di stare in un film melodrammatico, tra reazioni isteriche e musi lunghi! Dopo esserci incamminati abbiamo trovato una fontana nel centro abitato, fonte di salvezza per le nostre borracce vuote. Una volta recuperate le energie ci siamo incamminati finalmente verso il lago di Giulianello con non poca difficoltà, abbandonando la Via Francigena e seguendo la strada statale molto più lunga. L’ultimo doloroso tratto lo abbiamo percorso sotto il sole, attraversando i campi; appena arrivati, dopo un rapido cerchio, ci siamo sdraiati sotto gli alberi a ‘mangiare il nostro pane e a bere il nostro vino’. Dopo un’oretta di relax, ecco che i capi ci richiamano per lanciare una curiosa attività: realizzare uno schizzo panoramico del posto disegnando sul quaderno di caccia ciò che era visibile attraverso una griglia tracciata su una pellicola trasparente. Una volta conclusa, ci siamo incamminati verso il campo, stavolta seguendo ostinatamente la storica Via Francigena attraversando campi incolti, arrampicandoci su per le colline e ammirando la flora locale della provincia di Latina. Dopo aver esplorato tutto il comune di Giulianello siamo finalmente arrivati al paese dove ci siamo dissetati alla fontana, facendo conoscenza con degli anziani del posto. Mangiato il gelato gentilmente messo a nostra disposizione dal capo reparto, siamo finalmente tornati al campo.

Ma cosa c’è di meglio che leggere una testimonianza in prima persona? In questa intervista, Marco ci racconta della gara di cucina. 

“Uno dei momenti più divertenti e attesi dei campi estivi”, ci racconta Marco, pattugliotto dei Corvi, “è la gara di cucina, in cui le varie pattuglie si sfidano a colpi di pentole e stoviglie. Quest’estate il tema della gara di cucina è stato il Western. Abbiamo subito pensato alle salsicce e fagioli dei film di Bud Spencer e Terence Hill ma poi abbiamo pensato che sarebbe stato meglio cucinare alla Cracco. Abbiamo preparato delle portate semplici ma gustose. Come primo piatto abbiamo cucinato riso al curry con melanzane e peperoni, una vera delizia; come seconda portata abbiamo preparato una fettina panata accompagnata da un purè destrutturato con uova all’occhio di bue e pancetta, una vera squisitezza. Abbiamo NATURALMENTE vinto a mani basse sicuramente grazie al nostro fantastico purè destrutturato. Però vi devo fare una confessione… in realtà “l’ottimo” purè che abbiamo servito è nato da uno sbaglio. Ci vediamo alla prossima gara di cucina sperando in un nuovo e geniale errore.”

Simone, sempre della ptg Corvi, ci descrive invece una delle tematiche del campo:

“Uno dei primi giorni, dopo aver assistito alla scenetta a tema Unità d’Italia abbiamo costruito la cosiddetta “tazza di Garibaldi”: dopo aver preso dei ciocchi ed aver acceso il fuoco, abbiamo preso dei tizzoni di brace mettendoli nel centro del ciocco e soffiandoci sopra per creare un buco. Per preparare queste tazze ci sono voluti alcuni giorni fino ad arrivare alla fine del campo, quando poi le abbiamo mostrate.”

L’ultima testimonianza su questo strambo campo viene da Andrea, capo pattuglia dei Corvi, amante dello sport e di tutte le attività fisiche in generale. “Ho apprezzato particolarmente il fatto che ci fossero delle prove che negli anni precedenti non c’erano. È stata molto carina l’organizzazione delle prove. Ho apprezzato di meno che tutti i nostri sforzi siano stati inutili considerando che alcuni di noi si sono fatti male per impegnarsi ed ottenere buoni risultati nelle prove. Le attività proposte sono state il percorso hebert, arrampicata, lancio del disco, lancio del giavellotto e passaggio alla marinara. La mia preferita è stata il percorso hebert nonostante abbia avuto migliori risultati nell’arrampicata. Purtroppo nel percorso hebert ho aggravato il mio infortunio alla caviglia. Una delle cose che mi ha più divertito è stato vedere la gente cadere durante il percorso hebert (visto che c’era un piccolo saltino da fare), e se posso dirlo sono molto fiero del risultato ottenuto dalla mia pattuglia.”

Tante testimonianze, tante emozioni ma soprattutto una grande condivisione di momenti indimenticabili che saranno sempre tra i nostri pensieri: questo è ciò che ci spinge ad essere scout.

Davide e Ismael

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