Cara Redazione,

condivido con voi due dei miei ricordi preferiti di quando si poteva fare attività tutti insieme… mi mancano tanto quei tempi! 

Al campo invernale io e Clio ci eravamo organizzate per dormire nello stesso spazietto di letto, la sera lasciavano il riscaldamento acceso. Allora abbiamo deciso di non prendere i sacchi a pelo per il caldo che faceva… ma non sapevamo che di notte invece i riscaldamenti venivano spenti. Fatto sta che mi sveglio di notte perché Clio tremava da morire, allora mi sono avvicinata allo zaino e facendo poco rumore ho preso una coperta e l’ho abbracciata… e poi abbiamo dormito!

Vi racconto anche del mio primo giorno da scout:

ero tanto agitata, appena arrivata non trovavo nessuno e così mi sono ritrovata a chiamare Daniele. Erano tutti verso la fine di Villa Contarini, mi hanno detto di correre e io tipo: ”NO, PERCHÉ DEVO CORRERE, È UNA COSA CHE ODIO FARE”

Arrivata, ho conosciuto subito Giorgia e Sofia inizialmente. Poi mi hanno detto che ero nelle tigri e di seguire Gaia, ero sbadatissima e non sapevo nulla, tanto che stavo per passare in mezzo al cerchio e Clio mi ha fermata per dirmi di non farlo… arrivati in sede mi sentivo già un pochino più a mio agio e ho notato che le Tigri mi hanno accolta subito e senza esitare, sono state subito tutte estroverse e mi hanno spiegato come funzionavano un sacco di cose. Sono tornata a casa con il sorriso e felice di far parte di un gruppo fantastico.

Lucilla

Alla redazione di Impeesa:

Anni di scoutismo attaccati a una bacheca. I ricordi iniziano a viaggiare, tornano in mente ogni risata e ogni canto attorno al fuoco. Ricordi che rimangono nonostante lo scorrere del tempo e ai quali se ne aggiungeranno di nuovi. Torneremo a cantare e ad abbracciarci, creeremo nuovi ricordi e con il tempo allargheremo quella bacheca. Continuiamo a sorridere sempre anche nelle difficoltà.

Margherita

Videocall (dei dolori e delle pene di un capo in quarantena)

Lunedì, e non ho nessuna idea
per questo Consiglio di Primavera
devo finirlo per venerdì sera
già sento che sale la cefalea!
Che poi di spunti ne ho una marea…
ma serve l’aria, serve l’atmosfera!
e in camera questa è fin troppo austera:
attorno hai solo dei mobili Ikea!
Che poi li capisco pure ‘sti Rover
sdraiati a letto, pensandosi altrove
che dal computer tutto è un po’ banale…
Ma in tutto ciò ho un dubbio che mi assale:
Quel che mi chiedo e non capirò mai
è come fanno a far tardi su skype!

(Sonetto di Luca)

Disegno di Clio

Ciao! 

Vi scrivo perché ho trovato questa poesia di Trilussa. Mi piace perché offre un approccio molto romantico alla vita di tutti i giorni: alla tartaruga non importa quello che succederà ma sorride per quello che le arriva. Un pensiero che in questo periodo bisogna sempre ricordare.

LA TARTARUGA (Trilussa)
“Mentre una notte se n’annava a spasso,
la vecchia tartaruga fece er passo più lungo
de la gamba e cascò giù
cò la casa vortata sottoinsù.
Un rospo je strillò: “Scema che sei!
Queste so’ scappatelle
che costeno la pelle…
– lo so: – rispose lei –
ma, prima de morì vedo le stelle.”

Fratel Bigio

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